Recensione di SoloLibri

Questa sera rock’n’roll. La mia vita tra un assolo e un sogno di Maurizio Solieri e Massimo Poggini

Chiari e scuri si alternano nell’autobiografia di Solieri, che ricalca gli eventi di una stagione artistica davvero fuori dal comune, tra grandi tour, affollatissimi concerti e decenni di irripetibili successi discografici

Di origini emiliane, classe 1953, Maurizio Solieri non è solo uno tra i musicisti che più a lungo hanno collaborato con Vasco Rossi (lo ha fatto per ben tre decenni e oltre), ma anche un autentico maestro della chitarra elettrica, fondatore della Steve Rogers Band (prima band di Rossi, tra gli anni ottanta e novanta), compositore della musica di successi vaschiani come Canzone, Ridere di te, C’è chi dice no, Dormi dormi, Lo show, Stasera, Rock’n’roll show, Se è vero o no; significativo collaboratore del rocker di Zocca nella realizzazione di altre canzoni memorabili (tra esse Vita spericolata, Dimentichiamoci questa città, Sono ancora in coma, e così via) e artista solista.

Questa sera Rock’n’roll. La mia vita tra un assolo e un sogno, che Vololibero ripubblica con l’aggiunta di quattro capitoli inediti e un inserto fotografico rinnovato, è scritto a quattro mani con Massimo Poggini, giornalista che di musica si occupa da decenni. Solieri racconta così il suo primo incontro con Vasco:

“Ho incontrato per la prima volta Vasco alle otto di un brumoso mattino di marzo del 1977, alla stazione dei treni di Modena. […] Vasco aveva i capelli biondissimi tagliati corti, in stile marine. Come esigeva la moda dell’epoca indossava un paio di jeans scampanati, stivaletti di pelle e una felpa con la scritta “Martini Dry”. Ciò che allora attirò maggiormente la mia attenzione fu la custodia della sua Ovation […].”

L’incontro di Solieri con Vasco darà luogo a un fecondo sodalizio artistico che si rivelerà fortunato per entrambi. Ricorda lo stesso Vasco Rossi:

“La prima volta che ho sentito suonare Solieri, eravamo nella sala riunioni di Punto Radio. Sono rimasto allibito. Allora facevamo la radio. Era il 1977, o giù di lì. Quando cominciai la mia avventura musicale e organizzai il primo gruppo fu lui che con la sua straordinaria bravura, la sua tecnica e i suoi volumi altissimi, mi aiutò subito a chiarire al mondo che era nato il nuovo rock italiano.”

I ricordi di Solieri scorrono sul filo della memoria e si dispongono ordinatamente tra le pagine del libro; il chitarrista racconta dell’interruzione della propria carriera universitaria (“l’università l’ho frequentata solo per tre anni, ma soltanto in teoria. In realtà nella maggior parte dei casi quando andavo a Modena anziché assistere alle lezioni mi infilavo in un cinema o passavo ore in un negozio di dischi ad ascoltare le ultime novità”), delle sue preferenze musicali giovanili (rock’n’roll americano, Johnny Cash, ma anche Celentano, Mina, Gino Paoli, e cosi via), del lavoro a Punto Radio, dell’uscita del primo album di Vasco Rossi nel maggio del 1978. Niente viene trascurato nella personale rock story di Solieri.

Giovanni Graziano Manca

SoloLibri.net

Pubblicato il 27-05-2022

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