Il sogno di Woodstock in Italia 1968-1976

Recensione di Franco Zanetti

Nel 2010, questo libro inaugurò il catalogo dell’allora neonata casa editrice VoloLibero di Claudio Fucci. Quella prima edizione era un cofanetto costituito da libro + cd + dvd.
L’autore e Claudio Fucci stavano lavorando alla riedizione quando Matteo Guarnaccia, lo scorso maggio,
è improvvisamente scomparso a soli 67 anni di età.

Fucci ha completato il lavoro di riedizione, che include una nuova prefazione scritta da Guarnaccia e interventi di Bruno Casini, Enzo Gentile, Claudio Rocchi e Majid Valcarenghi; non ci sono più il cd e il DVD, sostituiti da QR Code che rimandano ai contenuti musicali e visuali della prima edizione.
Qui di seguito riproponiamo la recensione di Rockol uscita in occasione della prima pubblicazione del libro.

Una nuova casa editrice debutta con un libro che mancava, ed è buona cosa che adesso ci sia: una piccola storia dei festival pop, all’estero ma soprattutto in Italia, nel periodo “magico” che va dal 1968 al 1976: il tempo che da noi “Il sogno di Woodstock” (è il sottotitolo del libro) sbocciasse e si spegnesse schiacciato dal piombo – metaforico e reale – degli anni Settanta.

Matteo Guarnaccia, classe 1954, quindi testimone del tempo, ricostruisce le vicende di quella stagione con appena un filo di nostalgia ma con il corretto distacco dello storico – o del cronachista, dato che di molte delle vicende narrate fu testimone oculare quando non diretto protagonista – e senza alcuna retorica, anzi con un certo qual disincanto. Certo è difficile oggi spiegare cosa davvero fu quel transito di tempo, soprattutto a chi è troppo giovane per poter capire quanto diversi fossero quegli anni da quelli che stiamo vivendo oggi – e quanto diversa fosse l’Italia. E il libro – il libretto – sarà una lettura emozionante soprattutto per chi può dire “io c’ero” (ad esempio, io ho finalmente scoperto, leggendolo, cosa ne fu del famigerato Festival Pop di Santa Monica, annunciato poi annullato nel 1974). Chi non c’era può provare a capirne qualcosa dal DVD allegato, che per quasi mezz’ora documenta – su riprese di Angelo Verderio, finora inedite e realizzate con una telecamera Sony Portapack AVC3400 – il festival che la rivista Re Nudo organizzò nel 1973 all’Alpe del Vicerè. Il DVD contiene anche interventi di altri testimoni dell’epoca: Massimo Villa, Eugenio Finardi, Simonluca e Andrea Valcarenghi (il migliore, e più lucido, è quest’ultimo). Il progetto, curato da Claudio Fucci, si completa con un Cd audio in cui i musicisti di allora ripropongono, in registrazioni più recenti o recentissime, musiche e canzoni d’antan: ingenue nei testi, spesso derivative nei suoni, ma che hanno il sapore delle madeleines proustiane per chi ha l’età per averle ascoltate da ragazzo. Fra i nomi presenti nel Cd, i Garybaldi, Simon Luca, gli Yu Kung, i Jumbo, Riccardo Zappa, i Come le Foglie (presenti anche con un brano d’epoca), Alberto Camerini, Ricky Gianco e i Cancelli della Memoria (tribute band di cui fanno parte Gianfranco D’Adda e Mario “Ellepì” Dalla Stella, già collaboratori di Battiato negli anni Settanta: prendono il nome da una canzone di “Clic” e ripropongono “Plancton”, uno dei brani di “Pollution”). Dal punto di vista strettamente documentale, le tre tracce più significative sono una “Improvvisazione” di Franco Battiato al synth, registrata dal vivo nel 1970, “Sotto i portici di marmo” di Claudio Rocchi, registrata dal vivo nel 1972, e “Incoscienza”, registrata dal vivo a Catania, probabilmente nel 1974, dalla non dimenticata Donatella Bardi (scomparsa nel 2009, della quale la VoloLibero sta per ripubblicare l’unico album, “A Puddara è un vulcano”). .

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